Radioattività indotta. Emanazione 963
svanisce dopo un certo tempo : quella dovuta al radio si riduce a metà in 28 minuti circa, quella dovuta al torio si abbassa alla metà in 11 ore. In ogni caso la natura del corpo esposto ha poca influenza sul fenomeno.
L'attività indotta non è dovuta all'azione diretta dei raggi: basta difatti porre il preparato radioattivo in un recipiente di vetro chiuso ermeticamente, anche da una foglia di mica sottilissima, per rendere impossibile qualunque manifestazione di attività indotta su corpi esterni vicini al recipiente. Al contrario, collocando in un recipiente chiuso la sostanza radioattiva e diversi corpi in posizioni differenti, si constata che questi diventano radioattivi, e che l'attività indotta ha la medesima intensità sopra ognuno, qualunque posizione esso abbia occupato; ed anche non importa che sia liberamente esposto al radio oppure protetto dalle radiazioni dirette con uno schermo di piombo. Il radio e i corpi indotti possono anche essere contenuti in vasi diversi, purché però comunicanti tra di loro; ed è molto importante il fatto che un gas qualunque che passa sul radio, rende attivi gli altri corpi con i quali va a contatto. Tutto ciò conduce a ritenere che la radioattività indotta sia dovuta a qualche cosa che si diffonde nell'ambiente e che può essere trasportata da una corrente di gas: e in verità il radio emette, oltre ai raggi suddetti, una sostanza gassosa tenuissima detta emanazione, la quale, venendo a contatto coi corpi, comunica loro l'attività.
Questa importante proprietà di produrre costantemente, sebbene in quantità infinitesima, un gas dotato di proprietà fortemoiite radioattive (emanazione), fu la prima volta scoperta da Rutherford ne' sali di torio: in seguito venne anche constatata dai coniugi Curie e da altri nei sali del radio e