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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   960 Ttagji ca/orìiri - Raggi X - TìailiO'illivilìi
   mann, si ha pei raggi p meno veloci v = 2,36 x 1010cm.
   Q
   al secondo, e il valore corrispondente di = == 1,31 x IO7 u. e. m.; mentre per quelli più veloci,
   v = 2,72 x IO10 cm. al secondo, ed — = 0,77 x 10'
   m '
   u. e. m.
   Naturalmente la velocità degli elettroni, e quindi dei raggi catodici che ne sono le traiettorie, è diversa a seconda del modo di loro produzione, del grado di rarefazione del mezzo in cui si muovono, della forza elettrica che li sollecita; e si hanno perciò, in corrispondenza alle diverse velocità, raggi catodici più o meno penetranti. Così la detta velocità ne' tubi di Crookes è tanto maggiore quanto essi sono più duri, ossia più vuoti; i raggi fi poi del radio che sono raggi catodici nell'aria ordinaria, hanno velocità grandissime, superiori a quella dei raggi catodici ne' tubi di Crookes molto vuotati.
   Quanto al rapporto — della carica elettrica alla
   * massa degli elettroni, le varie esperienze danno per esso valori poco diversi, finché si tratta di raggi catodici relativamente di moderata velocità. E se si tìen conto della grande varietà di fenomeni nei quali si manifestano gli elettroni negativi, e della diversità dei metodi usati nella misura del rapporto fra la loro carica e la massa, l'accordo fra i risultati è più che soddisfacente. Bisogna quindi concludere che la particella catodica e le particelle g sono una stessa entità.
   Ma quando la velocità degli elettroni si accosta a quella della luce, come avviene di alcuni raggi (5 del radio, secondo i risultati ottenuti dal Kaufmann sopra riferiti, il detto rapporto si riduce circa alla metà. E poiché tutto fa credere che la carica