956 Ttagji ca/orìiri - Raggi X - TìailiO'illivilìi
g
fra IO9 e 2 x IO9 cm. al secondo, e il rapporto —
= 5,1 x IO3 unità elettromagnetiche assolute (C.G. S.). Questo valore è dello stesso ordine di grandezza di quelli spettanti ai ioni elettrolitici e gassosi, e propriamente è la metà circa del valore analogo che compete all'idrogeno. Da misure poi e considerazioni nelle quali non possiamo entrare, sembra che la carica e portata da una particella « sia, in valore assoluto, di due elettroni, cosicché
dal suddetto valore del rapporto si deduce che
la massa m di una particella o è circa 4 volte maggiore di quella dell'atomo d'idrogeno; si tratterebbe cioè di atomi di elio elettrizzati positivamente, e ciascuno porterebbe la carica equivalente a due elettroni. In appoggio di questa conclusione sta il fatto, che i minerali radioattivi contengono sempre dell'elio occluso nella massa.
Ammesso ciò, è facile calcolare l'energia cinetica posseduta da una particella a: essa è
-v m o2 = . — o2 e = 6 x 10 — 6 erg. 2 2 e
la quale, rispetto alla massa della particella, è grandissima. Da qui sorge spontanea l'idea che il calore svolto dai sali di radio sia, almeno in parte, dovuto alla trasformazione di energia che accompagna l'assorbimento dei corpuscoli a per parte della massa stessa della sostanza attiva e dei corpi che la circondano.
Ai raggi a è dovuto il fenomeno più bello e caratteristico che si possa osservare con le sostanze radioattive, vale a dire lo scintillio del solfuro di zinco o blenda esagonale : lo spintariscopio