Iinggì a, p, y
qualche centimetro. Di tale proprietà si fa uso per separare i raggi y dagli altri, e per osservare la loro azione; si trova cosi che la radiazione y è piccola rispetto a quella degli altri due tipi di radiazioni.
A confermare la natura delle radiazioni emesse dalle sostanze radioattive come risulta dal loro comportamento nel campo magnetico, conviene assoggettarle all'azione del campo elettrico per vedere se i raggi y restino anche in questo caso indeviati, e se i raggi a, p, subiscono deviazioni in accordo con quelle osstervate nel campo magnetico. All'uopo si fa passare il fascio parallelo di raggi provenienti da un preparato di radio fra due piatti metallici elettrizzati di segno contrario (fig. 551); e col mezzo di rivelatori sufficientemente sensibili, si tro- . va difatti che una parte del- • l'irraggiamento viene deviata verso il piatto negativo, un'altra viene deviata verso quello negativo, ed una parte resta invariata. La prima è dunque composta di particelle positive, Fig. 551. sono cioè i raggi ; la seconda è costituita da particelle negative, sono cioè i raggi p; i raggi y poi molto verosimilmente non consistono di particelle elettrizzate.
Con procedimenti analoghi a quelli detti pei raggi catodici si sono potuti misurare la velocità e il rap-
porto — fra la carica e la massa delle particelle a
m Pei ra;
?gi a si è trovata una velocità compresa