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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Raggi Rontgen
   947
   un buon rocchetto di Ruhmkorff, o da una grande macchina a induzione. E siccome è facile che la parete del tubo colpita dai raggi catodici si rammollisca pel calore che si produce, si usano oggi i così detti tubi focus, nei quali l'anticatodo non è più la parete del tubo, ma un dischetto di platino posto nel centro del tubo (fig. 547).
   I raggi Rontgen sono invisibili come i raggi Le-nard, ma a differenza di questi non vengono sensibilmente assorbiti dal mezzo ambiente, cosicché nella loro propagazione seguono la legge dell' inversa del quadrato della distanza. Non sono deviati da calamite, non si rifrangono, nè si riflettono regolarmente: come i raggi catodici da cui provengono, come i raggi di Lenard e quelli ultravioletti, eccitano la fosforescenza e la fluorescenza di molte sostanze, impressionano le lastre sensibili, scaricano i corpi elettrizzati; ma nel mentre i raggi ultravioletti scaricano solo i corpi elettrizzati negativamente su cui cadono, i raggi Rontgen operano indifferentemente la dispersione delle cariche positive e negative, il loro effetto essendo quello di ionizzare l'aria che essi attraversano, cosicché essa acquista una specie di conduttività elettrica.
   La proprietà loro di attraversare facilmente corpi opachi per la luce, come la carta, il legno, l'alluminio, le carni, ecc. (le ossa invece sono assai meno trasparenti), e l'altra di impressionare le lastre fotografiche, sono state utilizzate per ottenere l'impressione dello scheletro degli animali, o di qualche parte del nostro corpo. A tale uopo si chiude in una scatola di legno o di cartone una lastra fotografica, con lo strato sensibile rivolto verso l'alto; sul coperchio si dispone, per esempio, la mano, trovandosi il tutto dinanzi e a poca distanza (25cm circa)