Velocità dei raggi catodici ecc.
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babile, che le cariche siano le stesse in quei due diversi fenomeni, e allora necessariamente la massa di ciascuna particella è circa 1950 volte minore dell'atomo di idrogeno, e siamo in presenza degli elettroni.
La teoria degli elettroni spiega perfettamente che i raggi catodici hanno identiche proprietà, qualunque sia il gas rarefatto in cui si producono e il metallo che forma il catodo; che essi trasportano veramente delle cariche negative; che la loro velocità, pure essendo grandissima, è minore di quella della luce; che le supposte particelle in moto posseggono una massa reale o apparente che sia; che per il quoziente fra la carica elettrica e la massa delle particelle si è trovato sempre sensibilmente lo stesso valore.
Questi fenomeni fanno penetrare il nostro sguardo nell'interno dell'atomo, il quale oggi non è più considerato come un'entità indivisibile, ma invece quale un sistema assai complesso di elettroni: propriamente un atomo neutro si concepisce come un sistema formato da più elettroni moventisi con grandissima rapidità entro una sfera avente una carica elettrica positiva, eguale e contraria alla somma delle cariche degli elettroni (lord Kelvin).
Ordinariamente gli elettroni sono trattenuti nelle loro orbite dalle azioni elettriche ; ma può avvenire anche per certe sostanze che gli atomi si sfascino gradatamente perdendo uno o più elettroni. Sono queste le sostanze radioattive: uranio, torio, polonio, radio, atinio, ecc., delle quali parleremo in appresso.
Abbiamo voluto dare un cenno di questa moderna teoria la quale promette di rischiarare di viva luce molti misteri della Natura; ed ora sarà bene che riprendiamo lo studio delle radiazioni.