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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   D ssoci'izione elettrica
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   E aggiungeremo, a tale riguardo, che l'esperienza ha confermato la cosa, dacché è riuscito al Perrin di raccogliere in un cilindro di Faraday posto nell'interno del tubo, e sottratto a ogni altra influenza perturbatrice, le cariche negative di dette particelle.
   Tale è appunto il concetto che dobbiamo farci de' raggi catodici, e tale è nel fon lamento quello che ne ebbe il Crookes. Però l'odierno concetto è un po'differente da quello primitivo del Crookes: secondo questi, difatti, le particelle in moto, cariche negativamente, dovevano essere le stesse molecole del gas rarefatto contenute nel tubo; oggi si ritiene invece — e lo stesso pensa il Crookes — che quelle particelle altro non siano che specie di atomi elettrici, ossia gli elettroni.
   156. Dissociazione elettrica. — È bene a questo punto ricordare le cose più importanti che abbiamo detto trattando della dissociazione elettrolitica e degli elettroni (§ 373).
   Abbiamo veduto che il fenomeno dell'elettrolisi si attribuisce ai ioni preesistenti nell' elettrolito, messi in moto, in due opposti versi, dalle forze elettriche provenienti dagli elettrodi Inoltre, per soddisfare alle leggi dell'elettrolisi (§§ 367, 368), bisogna ammettere non solo che sieno eguali in valore assoluto le cariche dei due ioni formanti una data molecola, ma sieno eguali quelle di tutti i ioni che posseggono la stessa valenza chimica; e di più che un ione bivalente possieda una carica doppia di quella di un ione monovalente, ecc. I ioni poi provengono dalla dissociazione di alcune molecole, ossia dalla loro scissione in un atomo o gruppo d'atomi elettrizzato negativamente, e in un atomo o gruppo di atomi elettrizzato positivamente; quelli positivi si muovono verso il catodo, e quelli negativi verso