Rivelatori a cristallo e a gas ionizzato 923
dispositivo semplice di ricezione a cristallo senza forza elettromotrice estranea e a collegamento magnetico, nel quale il rivelatore a contatto solido K è inserito direttamente nel circuito oscillante L C, ed il telefono T si trova la derivazione sulla capacità.
I rivelatori a cristalli sono estremamente sensibili, ma facili a sregolarsi; bisogna in pratica aver pronti parecchi frammenti di cristalli, e cambiare per tentativi il luogo di contatto della punta.
451. Rivelatori a gas ionizzato. — Tali rivelatori sono fra i più interessanti nella tecnica radiotelegrafica, giacché, oltre ad avere un grandissima sensibilità, sono ad effetto integrale, vale a dire utilizzano tutte le oscillazioni dell'onda incidente e non soltanto le prime più ampie. Inoltre sono di una notevole costanza e sicurezza di funzionamento, e quindi rispondono bene alle esigenze della pratica.
Questi rivelatori si basano sul fenomeno scoperto da Edison nel 1890, consistente nel fatto che il filamento di una lampadina ad incandescenza emette, quando è luminoso, dei corpuscoli elettrizzati negativamente, ossia elettroni negativi. Se quindi nell'interno della lampada si trova una lamina metallica 5 (flg. 533), questa raccoglie l'irradiazione elettronica del filamento F acceso, e lo spazio tra F ed S diviene ionizzato e perciò conduttore. Ora l'esperienza dimostra che questo spazio ionizzato possiede, analogamente a quanto avviene nei ricevitori a cristallo, una conduttività unilaterale; esso cioè mentre ostacola il passaggio delle correnti dirette in un certo verso, favorisce quelle dirette in senso contrario, e precisamente quelle dirette dalla lamina al filamento, giacché in tal caso il moto delle cariche negative proprie della corrente è cospirante col movimento