Detector magnetico
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congegno di orologeria: tale cordicella passa entro un rocchetto in prossimità d'un magnete fìsso a ferro di cavallo, o meglio tra due calamite permanenti affacciate con i loro poli omonimi. Il rocchetto è unito per un capo all'antenna e per l'altro alla terra. Al disopra di questo avvolgimento primario ve n'ha un secondo isolato dal primo, fatto di un filo più lungo e sottile i cui capi sono congiunti a un telefono. Ora s'intende che una particella del ferro nel muoversi tra i poli delle calamite è soggetta a un campo variabile; e se, mentre questo accade, il rocchetto primario è investito dalle correnti oscillatorie raccolte nell'antenna, nascono nel secondario le correnti indotte che fanno vibrare le laminette del telefono.
Non possiamo occuparci del rivelatore elettro-litieo, ma vogliamo dire due parole dei rivelatori a cristallo e dei rivelatori a gas ionizzato.
450. Rivelatori a cristallo. — Questi sono fondati sulla proprietà particolare che hanno alcune sostanze cristallizzate (carborundum, pirite, ecc.) di acquistare sotto l'azione delle onde elettriche una conduttività unilaterale, in modo da funzionare come vere valvole elettriche o raddrizzatori di correnti oscillanti. La figura 531 mostra un cristallo di carborundum, che da una parte termina con una punta e dall'altra con un piano, e s'appoggia a due piani metallici A, B di ottone o di acciaio. Con A e B sono collegati un circuito contenente una pila P con un telefono T, e il circuito antenna-terra. L'esperienza prova che se una serie di correnti oscillanti investe l'antenna, il cristallo, per effetto della sua conduttività unilaterale, le trasforma in correnti pulsanti dello stesso verso che vengono avvertite al telefono.
Risultati analoghi si ottengono se, invece del car-