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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   914
   Telegrafia senza fili
   e ricevitori di periodo anche sensibilmente diverso rispondono ed entrano in azione.
   Su questo punto non v' è alcun dubbio, e l'esperienza conferma le vedute teoriche. Ma se la stessa quantità di energia potesse essere distribuita in un gran numero di impulsi individuali deboli, vale a dire se le oscillazioni si andassero spegnendo con relativa lentezza, il loro effetto potrebbe essere utilizzato soltanto da un risonatore accordato con la loro particolare frequenza. Questo allora non risponderà alle prime due o tre oscillazioni, ma soltanto ad una più lunga successione di impulsi ritmici; e solo dopo un'accumulazione di parecchi impulsi, l'amplitudine dell'oscillazione del circuito produrrà una forza elettromotrice sufficiente a rompere l'isolamento del coherer, e a fornire un segnale atto ad essere registrato. Un ricevitore invece non accordato, è incapace di sommare gli impulsi successivi, e non risponderà, a meno che, essendo molto vicino all'oscillatore, basti soltanto il primo impulso a farlo agire.
   Ora noi sappiamo che per produrre oscillazioni poco ammorzate occorre un circuito chiuso; allora l'irraggiamento diminuisce, l'energia si conserva più a lungo, e le oscillazioni si spengono lentamente. Ma d'altra parte non è possibile rinunciare all'antenna come mezzo di irradiare nello spazio l'energia dell'eccitatore : per soddisfare a queste diverse condizioni, è evidente che bisogna combinare un eccitatore chiuso che produca le oscillazioni, e un'antenna che serva a diffonderle nello spazio. E questo è ciò che fece il Marconi.
   447. Sistema Marconi di radiotelegrafìa sintonica. — Il nuovo trasmettitore del Marconi è costituito da un eccitatore primario e da un apparecchio secondario (fig. 527); l'eccitatore primario