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Telegrafia senza fili
uniti ad antenne eguali e anche minori. Ogni stazione improvvisata nel raggio d'azione della posta di trasmissione può essere in grado di sorprendere le comunicazioni: possono servire da antenna fili telegrafici, fili delle correnti d'illuminazione, aste di parafulmini, ecc., i quali conduttori sono detti antenne di fortuna. Per conseguenza è impossibile con i metodi descritti di mantenere il segreto delle trasmissioni; il che costituisce un grave inconveniente. E quel che è peggio, può anche accadere che altri oscillatori agenti in quella zona turbino con le loro onde la comunicazione, producendo nei segnali ricevuti una confusione inestricabile. Si intende subito pertanto che il valore pratico della telegrafìa senza fili sarebbe stato bene scarso, se non si fosse potuto ovviare, almeno in parte, a tale inconveniente.
Ciò che occorre è, che ciascuna emissione di onde fatta da una data stazione produca il suo effetto soltanto in un'altra determinata fra le tante stazioni ricevitrici. Per risolvere questo problema è necessario che le onde elettriche generate alla stazione trasmittente sieno poco ammorzate, la frequenza essendo scelta a piacere; e che la stazione ricevitrice sia influenzata da queste onde solamente, rimanendo insensibile alle onde aventi un periodo abbastanza diverso. In altre parole, occorre che fra i due apparecchi trasmettitore e ricevitore delle onde vi sia sintonia, accordo cioè del periodo di vibrazione.
A tale intento sono stati imaginati vari procedimenti, diretti a imitare, per quanto è possibile, il fenomeno della risonanza acustica. Sappiamo che un corpo elastico, posto in vicinanza di un corpo sonoro, può entrare esso stesso in vibrazione; e tali vibrazioni diventano ben ampie e intense, se c' è