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Telegrafia senza fili
dal relativo elettromotore Rl, colpendo il tubetto, lo rende atto a ricevere un nuovo segnale. Abbassando il tasto soltanto per un istante, la Morse segna un punto; per una successione rapida di onde, in grazia dell' inerzia dell'apparato Morse, invece di una serie di punti si ha una linea. Si possono cosi spedire e ricevere dispacci.
Nella descrizione precedente si è supposto, per maggiore semplicità, che una delle antenne (quella della posta trasmettitrice) inviasse delle onde senza riceverne, e che l'altra antenna (quella della posta ricevitrice) ne ricevesse senza emetterne; ma nella pratica ogni stazione deve poter disimpegnare l'ufficio di trasmettere e ricevere, cosicché la medesima antenna deve servire alla trasmissione e al ricevimento. Pertanto ciascuna stazione deve avere l'apparecchio per trasmettere e quello per ricevere, che saranno tutti e due messi in comunicazione con l'antenna al momento voluto. All'uopo la leva del manipolatore di Morse si prolunga dall'altra parte del fulcro con un'asta di ebanite, la cui estremità è munita di una vite metallica comunicante con l'antenna (fig. 526) per mezzo di uno dei poli dell'oscillatore E. Nella posizione di riposo la detta vite appoggia su un bottone metallico unito con un filo a un elettrodo del coherer: questo dunque funzionerà se le onde pervéranno all'antenna. Durante la trasmissione, la comunicazione del ricevitore con l'antenna è interrotta perchè il tasto viene abbassato, e invece si chiude il circuito della macchina di Ruhmkorff IB, e l'oscillatore funziona. Se poi si risolleva il tasto, cosicché questo prenda di nuovo la posizione di riposo, si ristabilisce la comunicazione dell'antenna col ricevitore.
Sono le due antenne metalliche aggiunte al ricevitore e all'oscillatore che hanno permesso di rag-