Primo telegrafo senza fili
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al relais R, munito della sua piccola àncora a. La corrente non passerà pel coherer finché esso non è colpito da un'onda elettrica: quando ciò avviene, la corrente passa, l'elettrocalamita attira l'ancoretta che, sollevandosi, chiude in rn il circuito della pila I\, la cui corrente agisce sull'apparecchio telegrafico Morse M per tutto il tempo che il contatto in m si mantiene, e l'apparato emette un segnale. Oltre a questo secondo circuito ve n'ha un terzo alimentato dalla stessa pila P,, il quale contiene un motorino elettrico Rv incaricato di battere sul tubetto un leggiero colpo per ogni onda ricevuta.
Il filo conduttore verticale A è unito ad uno degli estremi del tubetto sensibile, mentre l'altro estremo è connesso con un conduttore C che serve ad aumentare la • capacità del sistema, e con la terra.
Oltre agli organi descritti, si vedono nella figura le due resistenze autoinduttive L, Lt consistenti in spiraline, le quali impediscono che le onde elettriche passino al di fuori del tubetto.
Riepilogando, la trasmissione si effettua cosi : abbassando il tasto 1 (fig. 523), la corrente passa nel primario del rocchetto, e scocca una serie di scintille tra le sfere dell'oscillatore, originandosi così le onde elettromagnetiche che l'antenna irradia, e si propagano nell'etere con la velocità della luce. Ogni volta che si abbassa il tasto, si ripete questo fatto. Ora per ogni onda che arriva al ricevitore, l'antenna di questo e le parti con lei connesse diventano sedi di azioni elettriche; il tubetto sensibile diviene conduttore, e lascia passare la corrente della pila P inserita nel suo circuito (fig. 525); il relais chiude il secondo circuito della pila Plt e l'apparato Morse dà un segnale, nel mentre il martelletto comandato