Primo telegrafo senza fili 903
metro; e ad ogni interruzione del circuito del rocchetto eccitatore si sente benissimo il colpo del martelletto, anche quando il coherer è a qualche diecina di metri dal vibratore, ciò che prova la estrema sensibilità del detto ricevitore.
Nella primavera dell'anno 1897 si divulgò rapidamente la notizia di esperimenti eseguiti a Londra sulla telegrafia senza fili, dal giovine italiano Guglielmo Marconi. Gli stessi esperimenti venivano poco dopo dal Marconi ripetuti in Italia, a Roma ed alla Spezia.
Il metodo del Marconi è essenzialmente basato sugli effetti delle onde hertziane. Il suo primo apparecchio, il più semplice consta di due parti, »il trasmettitore e il ricevitore. Il trasmettitore si compone di un ordinario rocchetto di Ruhmkorff, di un opportuno elettromotore per eccitarlo, di un tasto per le interruzioni della corrente primaria, e di un oscillatore del Righi, o di un comune spinterometro, a cui è aggiunta un'asta metallica. L'oscillatore del Righi è costituito da quattro sfere (fig. 523); le due di mezzo distano di uno o due millimetri e sono immerse in parte nell'olio di vaselina; le due estreme sono nell'aria ad una distanza di uno o due centimetri dalle altre. Riunendo queste ai poli di un rocchetto del Ruhmkorff, se le distanze sono convenienti, scoccano simultaneamente tre scintille, due nell'aria e una nell'olio di vaselina: quest'ultima sola è efficace per la produzione delle oscillazioni elettriche. L'olio di vaselina, oitre a mantenere sempre in condizioni appropriate le superficie delle sfere, permette di utilizzare una maggiore energia nella scarica, in grazia della maggiore resistenza che esso oppone alla scintilla.
Tutte le volte che abbassando il tasto 1 (fig. 523), si effettua il passaggio della corrente nel circuito