Telefono, microfono
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pezzi di carbone, ai quali si appoggia, con leggero contatto alle estremità, un piccolo fuso M pure di Carbone. Supponiamo che il microfono e il telefono T facciano parte entrambi del circuito di una pila P, come è indicato dalla fig. 521. Se allora si posa un orologio, per esempio, sulla base del microfono, o si canterà, si parlerà dinanzi all'istru-mento, le vibrazioni del legno si comunicheranno al fuso M, e nei punti di contatto ne risulteranno tali variazioni di resistenza, e quindi di intensità della corrente, che la laminetta di ferro del telefono si porrà a vibrare con lo stesso ritmo.
Cosi possono trasmettersi a notevole distanza i vari suoni, ed anche la parola: anzi le vibrazioni della lamina del telefono possono riuscire ben più ampie di quelle dell'asserella del microfono, cosicché si rendono con sorpresa udibili suoni e rumori debolissimi, come per es., il passo di una mosca. Se la distanza è grande, bisogna inserire il micro-fono colla pila nel primario di un piccolo trasformatore, mentre il telefono è unito ai termini del secondario.
Oggi funzionano egregiamente trasmettitori a grandi distanze, come, per esempio, tra Milano e Parigi, Milano e Roma, ecc. È necessario a tal fine di impiegare nella linea rame e non ferro; e di servirsi pel ritorno non già della terra, ma di un altro filo, avendo cura di disporli in modo da annullare l'effetto delle azioni induttrici esterne.
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