Motori monofasi sincroni e asincroni 889
cevitrice. Perchè questa possa funzionare da motore, è necessario che il suo movimento sia sincrono con quello della macchina generatrice, altrimenti le azioni tra i poli supposti fissi ed' i rocchetti, anziché .favorire la rotazione, possono impedirla.
Bisogna quindi avviare il moto dell'armatura a vuoto finché raggiunga la velocità di quella della generatrice, e cogliere, per il collegamento con quest'ultima, un istante in cui la fase della corrente sia quella opportuna; poi si applica gradualmente il carico al motore.
Se la rotazione si conserva uniforme in entrambe le macchine, si capisce che l'accordo si manterrà e le condizioni del movimento rimarranno immutate: ma se la rotazione di una delle armature si rallenta rispetto all'altra per una cagione qualunque, l'accordo delle fasi si rompe e verrà presto un momento in cui le spire dell'armatura del motore si trovano trasportate in campi la cui azione le respinge: il movimento allora si raffrena e cessa. Condizione indispensabile al buono esercizio di questi motori è dunque il sincronismo di fase nelle armature del motore e dell'alternatore.
Le applicazioni pratiche dei motori sincroni sono limitate a quei casi in cui il carico si conserva sensibilmente costante; ma se la resistenza da vincere nel lavoro del motore presenta delle variazioni un po' risentite, come accade spesso, l'effetto di tali ineguaglianze non manca di ripercuotersi nel movimento dell'armatura accelerandolo o ritardandolo, cosicché ne segue facilmente la rottura del sincronismo e l'arresto del motore. Bisogna allora avviarlo di nuovo a vuoto, poi caricarlo a poco a poco, il che implica perdita di energia e di tempo.
Questi gravi inconvenienti dei motori a corrente alternata sincroni non permettevano loro di con-