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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   » Macchine dinamoelettriche, ecc.
   438. Motori a corrente alternata monofase, asincroni. — Se invece di una corrente continua, se ne trasmette una alternata in un motore a corrente continua, per esempio nella macchina della fig. 507, eccitandone l'induttore in sèrie, è chiaro che, invertendosi allora ad ogni semiperiodo la direzione del campo magnetico insieme a quella delle correnti nelle spire dell'armatura, le condizioni del movimento resteranno immutate, come se non avvenissero tali inversioni ; quindi l'armatura girerà sempre nel medesimo verso. Il motore si avvia spontaneamente anche sotto carico, e si mantiene in movimento qualunque sia la sua velocità. Si avrebbero dunque le migliori attitudini dei motori a corrente continua, oltre il vantaggio della soppressione delle scintille alle spazzole, giacché si può sostituire un collettore ad armille all'altro del tipo Gramme. Ma queste eccellenti condizioni sono sopraffatte dalla enorme quantità di energia elettrica che si sciuperebbe per isteresi nei nuclei di ferro, la quale perdita rimarrebbe grandissima anche facendo lamellare il ferro dell'armatura. Questa è la ragione che aveva sconsigliato l'impiego di tali motori per lavori di qualche entità: ma il dottor G. Finzi è riuscito a costrurre motori di questa specie che servono abbastanza bene nella trazipne elettrica.
   439. Motori a corrente alternata monofase, sincroni. — La perdita eccessiva nell' induttore si può evitare usando motori a corrente alternata monofase sincroni. Per chiarire la cosa, supponiamo due alternatori eguali, che abbiano gli induttori eccitati da una corrente continua indipendente: facendo funzionare la prima macchina come generatrice , mandiamo la corrante cosi prodotta nei rocchetti della armatura della seconda che è la ri-