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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Trasformatori
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   Se si trasporta la stessa energia con una corrente di 50 ampère e la forza elettromotrice di 1000 volta, e si trasforma questa corrente primaria in una secondaria di 500 ampère e 100 volta, la resistenza del filo potrà essere di 2 ohm ; la sua sezione di 16 millimetri quadrati, il suo peso di 280 kg, il prezzo assai mite.
   C^^eséBH- Trasformatori riduttori ed elevatori ; trasformatori rotativi. — I trasformatori di cui ci siamo occupati finora si chiamano riduttori, perchè hanno per scopo di sostituire nel luogo di utilizzazione, con lieve consumo di potenza, all'eccessiva tensione primaria una forza elettromotrice secondaria assai minore, adatta alle esigenze degli apparecchi di consumo. È bene ora osservare che le tensioni primarie molto elevate non sono prodotte direttamente dagli alternatori, ma si ottengono da alternatori di mediocre forza elettromotrice, interponendo tra essi e la conduttura dei trasformatori elevatori, che funzionano cioè a rovescio dei precedenti. All'uopo basta fare la spirale primaria di un filo grosso e di un piccolo numero di spire, e la secondaria di filo sottile e di un gran numero di spire, come nel rocchetto di Ruhmkorff. Con ciò la forza elettromotrice secondaria che opera nella conduttura sarà più elevata di quella dell'alternatore con il quale si collega la spirale primaria. La teoria e il calcolo del trasformatore non cambiano per effetto di tale inversione, che gli conferisce la qualifica di elevatore.
   Le correnti alternate, mentre producono effetti calorifici e luminosi come quelle continue, non si prestano però per gli effetti elettrolitici ; a tal fine bisogna prima raddrizzarle. Vi sono a tale intento speciali apparecchi detti raddrizzatori, come p. e., le ampolle vuote Cooper-Hevitt, con anodo.