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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   840 Induzione elettì'omagnetica
   un rocchetto munito' di nucleo di ferro, che per un rocchetto senza ferro ; sarà maggiore per un rocchetto di un gran numero di spire che per un rocchetto costituito da poche spire.
   Inoltre è evidente che gli effetti di autoinduzione sarebbero soppressi in un rocchetto che avesse il conduttore piegato in doppio, di guisa che la corrente attraversasse ogni spira doppia in senso opposto. In tal caso gli effetti di induzione sono nulli tanto nell'interno che all'esterno del rocchetto.
   La forza elettromotrice di autoinduzione, opponendosi nel momento della chiusura allo stabilirsi della corrente primaria, produce lo stesso effetto di un aumento apparente della resistenza del circuito; questo cioè presenta nell'atto della chiusura una resistenza apparente maggiore della reale, ij-i 424. Conseguenze della legge di Lenz. — Descriviamo óra alcune esperienze che si spiegano con la legge di Lenz.
   1.° Le oscillazioni di un ago calamitato si smorzano molto più rapidamente in prossimità di un conduttore che non in lontananza: è questa un'antica osservazione fatta nel 1824    2.° Se si sospende a un filo un cùbo di rame tra i poli di un'elettrocalamita e si torce il filo di so-