834
Induzione elettì'omagnetica
azione si mantiene invece costante, qualunque del resto ne sia l'intensità: è poi superfluo dire che nei casi ora descritti, il campo magnetico è dovuto alla corrente rettilinea A B mantenuta dalla pila P.
Gli effetti sono tanto più intensi quanto più i due fili siano vicini e paralleli per una grande lunghezza; onde l'esperienza può farsi comodamente, o con due spirali piatte, o con due rocchetti S, R, (fig. 481) di cui l'uno si può introdurre nell'altro. Introducendo, per esempio, il primo congiunto alla pila nell'interno del secondo unito al galvanometro, la corrente indotta in questo risulta di senso contrario all'inducente: levandolo fuori, la corrente indotta riesce concorde con la corrente inducente.
417. Induzione dovuta alle calamite. — Sappiamo che il campo magnetico dovuto ad un rocchetto ha le medesime proprietà di quello dovuto ad un magnete rettilineo; in armonia con ciò, se nel rocchetto R che funziona da circuito indotto, si introduce una calamita in luogo del rocchetto 5, gli effetti sono i medesimi; e per avere il senso delle correnti indotte, basta* sostituire col pensiero alla calamita il cilindro elettromagnetico equivalente, secondo Ampère (§ 408). Parimenti ogni aumento dell'intensità della calamita produce una corrente inversa; ogni diminuzione una corrente diretta.
Si possono ottenere simultaneamente i due effetti d'induzione, e con una intensità ben maggiore, ponendo, quando è interrotto il circuito della pila, nell'interno del rocchetto indotto R il rocchetto induttore S, e nell'interno di questo un nucleo di ferro dolce: nel momento che la corrente si stabilisce, il cilindro di ferro dolce si calamita e le due azioni, quella della corrente e quella della calamita, evidentemente del medesimo senso, si sommano; esse si sommano del pari nel momento della rottura del circuito primario.