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Eletti •omagnetismo
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Fig. 472.
metro T e un reostato col quale si faccia variare gradatamente la intensità della corrente, si può misurare la intensità di calamitazione del ferro facendolo agire su un ago di declinazione A posto a conveniente distanza sul prolungamento dell'asse del rocchetto: questo poi deve essere normale al meridiano magnetico. Il rocchetto[_G serve a compensare l'azione del solenoide NS. Si è ottenuta cosi la curva di calamitazione che abbiamo riferito al § 377.
412. Telegrafìa. — Le elettrocalamite hanno moltissime applicazioni: una delle pià ntili per la vita pratica è certamente quella che se ne è fatta alla telegrafia.
Lo scopo della telegrafia è di trasmettere rapidamente, anche a grandi distanze, dei segnali che rappresentino una lettera, una cifra, una parola. Noi dovremo contentarci di pochi cenni solamente sul telegrafo di Morse, che è quello più diffuso. Le parti essenziali sono la linea, la pila, il manipolatore o tasto, il ricevitore dei segnali.
Le linee per lo più sono aeree, e consistono in fili di ferro galvanizzati, ricoperti cioè da un leggiero strato di zinco che preserva il ferro dalla ossidazione. I fili si appoggiano a isolatori di porcellana sostenuti da pali: quelli dei circuiti omnibus hanno circa il diametro di 4mm. Le pile adoperate nei telegrafi sono comunemente del tipo Danieli.
Il manipolatore (fig. 473) consiste in una leva metallica girevole intorno all'asse A,