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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   800
   Elettromagnetismo
   variometro che una frazione conosciuta della cor-1 rente, la quale sarà tanto più debole quanto minore è la resistenza del ramo esterno all'istrumento. Dicendo s la resistenza dello shunt, g quella del galvanometro, la (5) può' scriversi :
   Misurata l'intensità iL della corrente derivata, e determinato una volta per tutte il valore del fattore ò , la formula dà subito la intensità I della
   . s
   corrente principale. Questo fattore è detto potere moltiplicatore dello shunt; indicandolo con m, si ha dunque:
   I z= m. il
   I galvanometri sono ordinariamente muniti di tre shunt, aventi rispettivamente per poteri moltiplicatori 10, .100, 1000, le cui resistenze sono per conseguenza '/e, '/e», Veee di quella del galvanometro.
   I due capi del filo del galvano-metro sono uniti ai torchietti G, Q', mentre i seipafili P, P' servono a inserire l'istrumento nel circuito ; si vede (fig. 454) che basta chiudere con una caviglia metallica uno dei fori A, B, C per introdurre la derivazione corrispondente. Quando si mette la caviglia in 0, il galvanometro è chiuso su sé stesso ; questa è la posizione di sicurezza.^
   , M)2. Impiego del voltametro per la taratura dei galvanometri. — Ma si può anche graduare il galvanometro munito di uno shunt, senza conoscere