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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Intensità della magnetizzazione, ecc. 181
   tono l'induzione magnetica. In ogni caso l'intensità della magnetizzazione assunta da un corpo magnetico in un dato campo, varia a seconda della purezza, dello stato di crudezza e della temperatura. Essa poi cresce colla intensità della forza magnetizzante, ma con una legge alquanto complessa, e non può oltrepassare un certo limite corrispondente alla saturazione magnetica. Se si considera una particella del pezzo di ferro soggetto all'induzione, ricordiamo che essa diventa una piccola calamita, con l'asse di lunghezza l rivolto nel senso della forza magnetizzante 3C in quel punto, e con i poli d'intensità +m e —m; per modo che il suo momento magnetico è ,7ìt — mi. Or bene, detto v il volume della particella, l'intensità delia magne-
   ¦w
   tizzazione o) in quel punto è data dal rapporto
   o
   Dividendo poi l'intensità della magnetizzazione per la forza magnetizzante, si ottiene il cosidetto coefficiente di magnetizzazione:
   k - A
   3£ '
   il quale indica il grado in cui si magnetizzano per induzione i corpi; esso è detto anche suscettività magnetica.
   La forza magnetizzante 3C che bisogna considerare è quella che si avrebbe qualora non vi fosse che aria, e risulta dal campo e dal magnetismo libero delle estremità polari, il quale tende a diminuire la magnetizzazione.
   La fig. 443 fa vedere l'andamento del fenomeno per un filo di ferro lungo e sottile, ricotto immediatamente prima di cimentarlo: con un filo lungo' e sottile si possono trascurare le azioni dovute alle
   l