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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Magnetismo
   tri di forza, i due poli; ma non si deve credere che in questi soli punti hanno sede le proprietà magnetiche: ciascuna particella di una calamita è, come ora vedremo, una calamita elementare, e i poli non sono altro -che i punti di applicazione delle forze risultanti. Un polo non si trova difatti mai separato dall'altro: spezziamo nel mezzo un ago calamitato, e constateremo che ciascuna metà sarà una nuova calamita con i suoi due poli separati dalla linea neutra, come si può provare facendola agire su un ago di declinazione o tuffandola nella limatura di ferro. Si potranno spezzare le due calamite cosi
   Fig. 439.
   ottenute, e il risultato sarà lo stesso ; si otterranno cioè quattro magneti, ciascuno con i suoi due poli separati dalla linea neutra (fig. 439). È logico quindi ammettere, per deduzione, che le ultime particelle di una calamita siano esse stesse polarizzate ; e perciò un magnete si può considerare costituito da tanti magneti elementari, i quali con le loro relative orientazioni determinano le proprietà del campo. Anzi si è andati più oltre, giacché si suppone molto verosimilmente che la polarità magnetica esista già in ogni atomo di ferro (e di pochi altri corpi magnetici, come l'acciaio, la ghisa, il nichel, il cobalto), prima anche che il ferro sia trasformato in calamita: con la calamitazione una gran parte de' detti atomi si orienta con gli assi paralleli, e con i poli