Stai consultando: 'Fisica ', Oreste Murani

   

Pagina (759/994)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (759/994)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Luce elettrica
   759
   sono numerose le fabbriche de' carboni artificiali che riescono più puri, più omogenei, e di una forma più regolare. Questi carboni sono ordinariamente fabbricati con una pasta formata da coke in polvere finissima, da nero di fumo e da uno sciroppo spesso di gomma e di zucchero. 11 tutto è ben mescolato, compresso, passato alla trafila, seccato ed indurito ad alta temperatura. Poiché negli archi alimentati con corrente continua il consumo del carbone positivo è all'incirca doppio di quello negativo, si prende il primo più grosso: per gli archi medi i carboni più adatti sono di 10-12 millimetri, e si consumano in ragione di 4 a 5 centimetri all'ora con un arco di 5 millimetri; il quale, per ben stabilirsi e mantenersi, richiede una differenza di potenziale di circa 42 volta, e una corrente di 8 ampère; ciò implica un consumo di energia elettrica di 336 watt, e come correspettivo si ottiene una luce di un 50 carcel. Una bella luce di un 100 carcel richiede almeno un'intensità di 15 ampère e una differenza di potenziale di 50 volta ai carboni, ossia un consumo di energia di 750 watt circa.
   Se la forza elettromotrice non è maggiore di una trentina di volta, l'arco non si può formare, come se per la' disaggregazione del carbone si destasse fra le punte una forza elettromotrice contraria. Difatti, se si misura col mezzo di un voltometro la differenza di potenziale fra i due carboni, si trova che essa non è mai inferiore a 30 volta, e varia da 30 a 70 volta. Tale caduta del potenziale che si produce nel senso della corrente, si compone di due parti analogamente a quanto succede nel voltametro: una fissa, indipendente dall'intensità della corrente e dalla distanza dei carboni, che si comporta per conseguenza come una forza elettromotrice inversa o di polarizzazione; l'altra che varia