Resistenza elettrica
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Teniamo presente che l'intensità dipende dalla quantità di elettricità che, nell'unità di tempo, passa per una sezione qualunque del circuito e che la sua misura si può comodamente fare con un voltametro, o col galvanomètro, ritenendola proporzionale alla deviazione dell'ago se questa è piccola.
Ora la quantità di elettricità che la pila può mettere in movimento in un secondo, vale a dire l'intensità della corrente, dipende, oltre che dalla forza elettromotrice, anche dalle condizioni del circuito ; possiamo difatti verificare che uno stesso elettromotore fornisce correnti d'intensità diversa, a seconda dei vari conduttori che ne chiudono il circuito.
Tutti i corpi, anche gli ottimi conduttori come l'argento e il rame, offrono una certa resistenza al passaggio della corrente; tale resistenza dipende dalla natura del conduttore, aumenta proporzionalmente alla sua lunghezza, e diminuisce proporzionalmente alla sua sezione. Si ha cioè, indicando con k la resistenza di un filo di 1 m. di lunghezza e di 1 mm2 di sezione, che la resistenza r di un filo lungo l metri e della sezione di s mm2, è data da :
(1) r = k 1 .
Intenderemo subito quanto sia diversa l'attitudine dei vari corpi a condurre la corrente, se considereremo quello che avviene nei cavi sottomarini: la corrente percorre nel conduttore metallico parecchie migliaia di chilometri, anziché attraversare pochi millinietri di guttaperca che la