Accumulatori
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elettrodi nella carica non si devono più invertire, e l'apparecchio è pronto a ricevere una buona provvista di energia chimica sotto forma di biossido di piombo e ossigeno da una parte, e di piombo spugnoso ed idrogeno dall'altra, separati dall'acido e dal solfato di piombo che si produce.
Quando poi, terminata la carica, si riuniscono i due elettrodi con un filo, si ha in questo una corrente Fig. 415. diretta dalla lastra che ha funzionato da elettrodo positivo (anodo) all'altra (catodo).
11 processo di formazione venne di poi notevolmente abbreviato in grazia a una speciale costruzione delle lastre, originariamente ideata da Faure
(anno 1880). Nell'accumulatore del Faure gli elettrodi di piombo sono rivestiti da uno strato di minio, ossido di piombo, tenutovi aderente con un guscio di feltro.
Lasciando passare la corrente elettrica, il minio, in un tempo relativamente breve, si soprossida su una delle lastre, e si riduce a piombo finamente poroso sull'altra: l'accumulatore è cosi presto formato.
Il processo è sostanzialmente rimasto lo stesso anche nei più recenti accumutatori del Tudor e di altri, nei quali le lastre di piombo e di antimonio hanno dei profondi solchi vicini e paralleli (fig. 415), o formano delle vere grate a trafori (fig. 416) : i 47 — Murani.
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Fig. 416.