Dissociazione elettrolitica
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ciascuno una carica positiva o negativa di 96538 coulomb.
La dissociazione sarà tanto maggiore, quanto più grande sarà il volume concesso alle molecole, ossia quanto più la soluzione sarà diluita ; ma in ogni caso la somma algebrica dalle cariche elettriche appartenenti ai ioni divenuti liberi deve essere eguale a zero, perchè non si osserva alcuna elettrizzazione per quanto la soluzione sia diluita. Con ciò non s'intende dire che le molecole non dissociate e i ioni liberi sieno sempre gli stessi ; accadrà invece continuamente che delle molecole si sfasciano ed altre si ricompongono: avverranno cioè, per così dire, continui connubi e divorzi, nonostante i quali il numero delle molecole dissociate rimane sensibilmente lo stesso.
I ioni si muovono con le loro cariche irregolarmente in tutte le direzioni, finché nella soluzione non si introducano due elettrodi a potenziale differente; allora, per quanto piccola sia questa differenza di potenziale, i movimenti dei ioni si orientano: quelli positivi si moveranno prevalentemente verso il catodo nel senso della corrente, e quelli negativi andranno invece all'anodo, movendosi in senso contrario ; gli uni e gli altri cedono agli elettrodi le loro rispettiva cariche e ivi si rendono liberi.
Secondo questa teoria non è dunque la corrente che opera la decomposizione degli elettroliti, giacché in questi si trovano già dei ioni liberi, tanto più quanto maggiore è il grado di diluizione : anzi, la corrente stessa nel liquido risulta dal movimento dei ioni positivi verso il catodo e dei ioni negativi verso l'anodo, ai quali elettrodi essi trasportano le loro proprie cariche.
I liquidi chimicamente puri non sono conduttori perché le loro molecole non sono dissociate che