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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Seconda legge dell' elettrolisi
   727
   nel terzo, 107,9 d'argento nel quarto, e così via. I numeri
   1,01; 31,8; 32,7; 107,9
   rappresentano appunto i relativi equivalenti chimici dell'idrogeno, del rame, dello zinco, dell'argento, ecc., prendendo eguale a 16 il peso atomico dell'ossigeno.
   E notando che la corrente circola anche nell'interno della pila, si intende subito come alla stessa legge debbano parimenti soddisfare le reazioni che si compiono nell'interno di essa. Se difatti si pesano gli zinchi delle singole coppie in principio e in fine dell'esperimento, si trova che la diminuzione di peso è eguale per tutti; ed è commisurata, secondo la legge esposta, al peso dell'idrogeno che si ottiene nel voltametro ad acqua inserito nel circuito esterno ; si vede cioè che per 1,01 gr. di idrogeno ottenuto, si sciolgono in ciascuna coppia 32er,7 di zinco. Per avere quindi la quantità di argento messo in libertà da una delle sue combinazioni pel passaggio di 1 coulomb, ossia di 1 ampère in un secondo, basterà moltiplicare il numero 107,9 per l'equivalente elettrochimico dell'idrogeno: si ottiene cosi gr. 0,001118 per l'equivalente elettrochimico dell'argento. Allo stesso modo si determina l'equivalente elettrochimico di un altro corpo, quando si conosca il suo equivalente chimico.
   i^369. Carica trasportata da un equivalente-dramma. — Deriva dalla seconda legge che deve passare nei vari elettroliti una medesima quantità di elettricità, affinchè si liberi un equicalente-gramma di tutti i ioni indistintamente. Se nello stabilire gli equivalenti chimici, si parte da quello dell'ossigeno = 8, l'equivalente chimico dell'argento risulta eguale a 107,93; e ritenendo l'equivalente elettro-