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Fenomeni chimici della corrente
Nelle dette misure bisogna badare che la densità della corrente, la quale si ottiene dividendo la sua intensità per la sezione trasversa del conduttore, non sia nè troppo grande nè troppo piccola, perchè in caso diverso il metallo non forma un deposito compatto sul catodo, il che può dar luogo ad errori. La densità della corrente non deve superare 1 /5 di ampère per cm2 sull'anodo, e 1/50 di ampère per cm2 sul catodo.
Il voltametro deve contenere almeno 100 cm3 di elettrolito.
368. Seconda legge dell'ettrolisi. — L'esperienza poi fornisce quest'altra legge, pure assai importante, che è una conseguenza dell'essere costante la carica dei ioni che hanno la stessa valenza, ed è parimenti dovuta a Faraday: le masse dei vari corpi, che si decompongono o si combinano pel passaggio di una stessa quantità di elettricità, sono proporzionali ai loro equivalenti chimici. Gli equivalenti chtmiei sono i pesi atomici divisi per le rispettive valenze. Prendendo eguale a 16 il peso atomico dell'ossigeno, quello dell'idrogeno è eguale a 1,01. Allora l'equivalente chimico dell'argento è 107,9 e coincide con il suo peso atomico, essendo l'argento monovalente ; l'equivalente chimico del rame è 31,8, ossia la metà del suo peso atomico che è 63,6, se si considerano i composti ramici, nei quali il rame è bivalente. Per chiarire con un esempio questa legge, supponiamo che una medesima corrente attraversi più voltametri disposti in serie, i quali contengano rispettivamente, per esempio, acqua, soluzione di solfato di rame, di solfato di zinco, di nitrato d'argento, ecc. : si troverà che per 1,01 gr. d'idrogeno che si svolge al catodo nel primo, si depositeranno ai relativi catodi: gr. 31,8 di rame nel secondo, 32,7 di zinco