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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Teoria del contatto e teoria chimica 709
   ispiegare il fenomeno dell'elettrolisi, in accordo con le leggi del Faraday che lo governano, si ammette che ogni molecola d'un elettrolito può scindersi in due ioni, cioè in due atomi o gruppi d'atomi aventi cariche elettriche eguali e di segni contrari. Ed anzi, quando un acido o un sale si discioglie nell'acqua, avviene che parte delle sue molecole subisce la dissociazione, cosicché nel liquido vagano ioni liberi. Nei reciproci incontri può accadere che nuove molecole si scindano in ioni, e che ioni di segno contrario si riuniscano a ricomporre le molecole. Ad ogni modo le cariche libere positive eguaglieranno, a ogni istante, quelle negative e la soluzione si manterrà neutra. Ora supponiamo che due elettrodi comunicanti con i poli di una pila siano immersi nella soluzione: i ioni non si muoveranno più indifferentemente in tutte le direzioni, ma quelli positivi si dirigeranno prevalentemente verso il catodo, e quelli negativi verso l'anodo. S'intende ora che nell'elettrolisi dell'acqua, i ioni d'idrogeno che portano cariche positive devono dirigersi al catodo, e quelli di ossigeno carichi negativamente all' anodo, come veramente accade.
   Ma la corrente, oltre a circolare nel circuito esterno dal polo positivo a quello negativo, circola anche nell'interno della pila da questo a quello, e perciò non soltanto i liquidi composti inseriti nel circuito esterno, ma lo stesso liquido di ciascuna coppia deve subire la medesima decomposizione-Difatti, preparata una coppia con acqua acidulata e le solite laminette di rame e di zinco, supposto quest'ultimo perfettamente puro e amalgamato, non si osserva alcuno svolgimento gassoso finché il circuito rimane aperto; ma non si tosto, chiudendo il circuito si stabilisce la corrente, si osserva uno svolgimento di idrogeno sulla laminetta di rame, mentre
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