706
Corrente elettrica
positivamente ; il liquido poi eguaglia il potenziale dello zinco e della lastra di rame C, che così risulta positiva. Se si chiude il circuito, stando alla convenzione detta sopra, la corrente circolerà nel reoforo, andando dal polo positivo (rame) a quello negativo (zinco), e nell' interno della coppia invece dallo zinco al rame.
Quando la corrente circola, lo zinco rapidamente si trasforma in solfato di zinco, posto che l'acqua contenga acido solforico; l'idrogeno intanto si svolge non già a contatto dello zinco, ma a contatto del rame. Fu in seguito alla osservazione di tali azioni chimiche, che il Fabroni ed altri s'indussero, sino dal principio, a negare la forza elettromottrice nel contatto dei metalli: opinarono essi invece che la vera sede della forza elettromotrice risiede nel contatto dei metalli col liquido; che i fenomeni elettrici sono una conseguenza dei fenomeni chimici ; che la forza elettromotrice è tanto maggiore quanto più energiche sono le dette azioni, l'acido elettrizzandosi positivamente ed i corpi attaccati negativamente; che la differenza di potenziale sui reofori dipende dalla differenza delle forze elettromotrici dovute alla diversa azione dell' acido sul rame e sullo zinco.
Questa teoria chimica della pila interpreta bene anch' essa le esperienze fondamentali del Volta. Quando si tiene in mano lo zinco per caricare il piatto collettore dell'elettroscopio (fig. 398), bisogna che le dita siano madide, affinchè, secondo il Volta, stabiliscano una buona comunicazione con la terra; ma allora l'umidità delle dita agirà chimicamente sullo zinco che si elettrizza negativamente, e da qui la divergenza negativa delle foglie. Nella seconda prova non si ottiene effètto alcuno, perchè il rame non è sensibilmente attaccato dall' umidore delle