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Corrente elettrica
Ma Volta, notando che per la buona riuscita dell'esperienza era necessario ricorrere ad un arco di due metalli (per esempio rame e zinco), — il che, a vero dire, aveva pure osservato il Galvani, — pensò che l'elettricità non fosse di origine animale, come il Galvani credeva, ma avesse origine nel contatto de' due metalli, e la rana non facesse che la parte passiva di elettroscopio. Vale a dire, il Volta ammise che nel contatto di due metalli prenda origine un disquilibrio elettrico (differenza di potenziale), per cui un metallo diviene positivo e l'altro negativo.
Non possiamo qui riferire la bella e gloriosa contesa tra il Galvani ed il Volta, nè le esperienze che condussero quest'ultimo al principio che porta il suo nome, e che può enunciarsi cosi: II contatto di due metalli, e generalmente di due corpi eterogenei qualunque, basta a stabilire fra essi una differenza di potenziale che dipende solamente dalla natura dei corpi e dalla temperatura, ed è indipendente dalle loro dimensioni, dalla estensione delle superficie in contatto e dal valore assoluto del potenziale su ciascuno di essi.
La differenza di potenziale cosi generata si prende come misura della forza elettromotrice che si immagina agente nel contatto, e che determina siffatta differenza di potenziale.
Fra le numerose esperienze ideate dal Volta per mettere in evidenza questo principio, noi citeremo le due seguenti. Prendasi in mano una laminetta di zinco Zn saldata ad una simile di rame Ou, e si metta quest' ultima in comunicazione col piatto inferiore dell' elettroscopio condensatore, 1' altro piatto comunicando col suolo (fig. 398). Le foglie d'oro non divergeranno, perchè è piccolissima la differenza di potenziale che nasce nel contatto di