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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Scariche, nei gas rarefatti 685
   questo fatto, basterà congiungere i due poli della macchina elettrica, da una parte alle due sferette S di uno spinterometro (fig. 389), dall'altra a due sferette P, Q chiuse in un lungo tubo di vetro, nel quale si possa praticare il vuoto, congiungendo il cannello M ad una macchina pneumatica. A mano a mano che la rarefazione dell'aria procede, si potranno sempre più avvicinare le sferette S, senza che per questo il tubo cessi di illuminarsi: quando la rarefazione è molto spinta cosi che l'aria residua non prema più di 2 o 3 mm. di mercurio, la sca-
   Fig. 389.
   rica passa fra le due palline P e Q sebbene molto lontane, piuttosto che superare il piccolo spessore d'aria in S.
   Bisogna però notare che v'ha una resistenza minima al passaggio della scarica, la quale corrisponde presso a poco alla rarefazione suddetta di 2 mm. di mercurio ; spingendo più oltre la rarefazione, come può farsi con le pompe a mercurio, la resistenza invece di diminuire ancora, aumenta; si costruiscono tubi talmente vuoti che la scarica non vi può più passare.
   La scarica nei gas rarefatti dà luogo a fenomeni luminosi assai attraenti e svariati che non possiamo lasciar di descrivere brevemente. L'esperienza si fa di solito con l'uovo elettrico e con i tubi di Geissler.