Elettrostatica
elettrostatici in generale. Un condensatore difatti non è che un caso particolare di un sistema elettrostatico : si può per gradi piccoli, variando le distanze e modificando la forma e la estensione delle armature, passare ad un sistema di due conduttori qualunque senza modificare per nulla le condizioni fisiche del fenomeno.
Siamo dunque autorizzati fin d'ora a ritenere come cosa molto probabile che la sede dei fenomeni elettrici sia nei coibenti, e non nei conduttori; vale a dire, qualunque possano essere le cause dei fenomeni elettrostatici, esse si dovranno ricercare in condizioni speciali, non già dei conduttori, ma del mezzo dielettrico. Secondo questo ordine di idee, nello spazio che circonda un corpo elettrizzato debbono verificarsi delle deformazioni, dei cambiamenti speciali, in conseguenza dei quali accadono e si trasmettono le azioni elettriche, e nasce l'energia del campo. Intorno alla natura di queste deformazioni si possono soltanto fare delle ipotesi.
Una di esse, la più amica, è dovuta al fisico italiano Mossotti. Suppose egli che ogni mezzo dielettrico sia costituito da tante particelle conduttrici, ma isolate le une dalle altre, le quali nel campo che separa due conduttori elettrizzati qualunque A e B (fig. 380), si dispongono secondo la direzione della forza, e assumono alle due estremità cariche eguali in grandezza e contrarie di segno a quelle di A e B. Di modo che le molecole del dielettrico fra i due conduttori oppostamente elettrizzati formano una specie di catena, nella quale le cariche affacciate di due particelle contigue sono contrarie. Questo stato di cose si esprime dicendo che il dielettrico si polarizza, e mediante la polarizzazione la forza elettrica si progaga nel mezzo. Siccome poi è verosimile che un dielettrico differisca da un altro