Condensatori elettrici
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perfluo aggiungere che per caricare una bottiglia di Leida si tiene in mano l'armatura esterna, e si mette il bottone in comunicazione col conduttore della macchina, od anche basterà accostarvelo in modo da tirarne delle scintille.
La capacità di un condensatore, oltre che dalle sue condizioni geometriche, dipende anche dalla natura del coibente interposto : questo difatti non ha il solo ufficio di impedire la scarica interna, ma prende parte attiva al fenomeno della influenza (§ 325). In generale si supponga un sistema di due lamine metalliche B e A delle quali una sia isolata e l'altri messa in comunicazione colla terra, e sia C la c£ pacità del sistema, quando il mezzo interposto è l'aria. Se all'aria si sostituisce un altro coibente, come p. es. vetro, mica, paraffina, ecc., l'esperienza insegna che la capacità C1 del sistema
Q
è maggiore di quella di prima; il rapporto ^ è
detto potere induttore specifico o anche costante dielettrica del coibente interposto. Ora, se l'effetto induttivo dipende dalla natura del coibente, detto anche dielettrico per la proprietà sua di trasmettere l'induzione elettrica, è logico pensare che l'azione si faccia nel dielettrico stesso e per suo mezzo.
In seguito chiariremo meglio questo concetto, ora vogliamo dire come riunendo più condensatori, per esempio più bottiglie di Leida, nel modo che indica la fig. 375, vale a dire stabilendo la comunicazione metallica fra le loro armature interne e così pure fra le esterne, si viene a formare un condensatore unico la cui capacità è la somma delle capacità di tutte le bottiglie. Le armature interne si trovano tutte allo stesso potenziale V, e quelle esterne al potenziale zero: le bottiglie in tal modo disposte formano un batteria detta in quantità o