Macchine elettriche
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ora le macelline elettriche a strofinio, nelle quali l'elettrizzazione di un conduttore isolato è prodotta mercè lo strofinio di un disco di vetro contro due paia di cuscinetti disposti all'estremità di uno stesso diametro (fig. 361). I cuscinetti sono di cuoio imbottito di crine e spalmati con amalgama di zinco; essi d'ordinario sono fatti comunicare con il suolo. Il vetro si elettrizza positivamente, e poiché il conduttore è munito di due pettini metallici con le pùnte rivolte al vetro e collocati verso 1' estremità del diametro normale a quello de' cuscinetti, l'elettricità del vetro, durante la rotazione, passa per influenza sul conduttore.
Ma tali macchine forniscono scarse quantità di elettricità, nè con esse si possono raggiungere potenziali molto alti, cosicché oggi sono quasi del tutto messe in disparte. In loro vece sono molto adoperate le macchine ad influenza; ma prima di descriverle, converrà conoscere Velettroforo. L'elettroforo fu inventato dal Volta nel 1775. In un piatto metallico B (fig. 362) si fonde un miscuglio di varie resine, che si lascia poi solidificare in modo che la superficie risulti levigata; siffatta schiacciata si può comodamente rimpiazzare con un disco di ebanite.
Vi si posa sopra il cosi detto scudo, che é un disco di metallo, od anche di legno ricoperto di stagnola, un po' più piccolo della schiacciata e 41 — Murani.
Fig. 362.