Fotografia
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non sieno atti a produrre alcuna azione chimica: ciò dipende della natura del corpo che li assorbe. Basti sapere che i raggi rossi sono anch'essi, come alcuni altri più rifrangibili, assorbiti dalla clorofilla delle piante, e concorrono con grande efficacia al lavoro chimico de' vegetali, che nelle parti verdi decompongono l'anidride carbonica, assimilando il carbonio e restituendo all'atmosfera l'ossigeno. Senza le piante dunque la provvisione di ossigeno dell'atmosfera a quest'ora sarebbe finita, e la vita animale non sarebbe possibile.
320. Fotografia. — Il processo fotografico più comune consta della prova negativa su una lastra di vetro sensibile, e della prova positiva su un foglio.
L'imagine reale di un oggetto va a formarsi nella camera oscura su di una lastra di vetro smerigliata, che permette di vedere se essa è nitida (fig. 322). Si toglie poi questa lastra, e se ne pone in sua vece un'altra avente la superfìcie coperta da una sostanza sensibile (bromuro di argento), sulla quale agisce la luce. Avviene ora che, cadendo l'imagine dell' oggetto su questa sostanza, le parti più luminose dell'imagine modificano il sale di argento, mentre le parti oscure non lo modificano punto. Pertanto l'imagine stessa stampa da sé la propria impressione sulla lastra; la luce però avrà appena iniziato la decomposizione del sale aloide d' argento, e affinchè appaia nettamente l'imagine bisogna trattare la lastra con un agente rivelatore come, per esempio, il solfato ferroso, l'idrochinone; allora la imagine negativa compare con tinte più o meno oscure nelle parti ch'erano in luce durante l'esposizione. È necessario di poi fissare la imagine, sciogliendo tutto il rimanente bromuro d'argento con iposolfito di sodio. Da ultimo si lava abbondantemente la lastra e si asciuga. In questa imagine