Stai consultando: 'Fisica ', Oreste Murani

   

Pagina (606/994)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (606/994)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   606
   Elettrostatica
   fosforescenza. Le sostanze fosforescenti sono molte, ma certi solfuri di stronzio e di calcio godono di questa proprietà in modo eminente: essi conservano la loro luminosità anche molto tempo dopo che furono esposti alla luce. Quando la fosforescenza dura pochissimo, ossia cessa subito al cessare della luce eccitatrice, il fenomeno prende il nome di fluorescenza: sono sostanze fluorescenti il vetro d'uranio che emette una luce color verde-pisello; la soluzione nell'acqua del bisolfato di chinina, quella di esculina (sostanza contenuta nella corteccia verde dell'ipoca-stano), le quali splendono d'una bella luce turchina; i platino-cianuri di bario, di potassio, e tante altre sostanze.
   Se si accoglie lo spettro solare sopra una lastra fotografica, si trova che questa si annerisce dalla riga E del Fraunhofer in poi; e la impressione si estende molto al di là del violetto ; ciò prova che vi sono raggi più rifrangibili del violetto che l'occhio non vede: sono questi i raggi attinici o ultravioletti.
   Questi raggi formano uno spettro più o meno esteso, a seconda della sorgente e della sostanza del prisma. La luce elettrica, jcome quella del sole, è molto ricca di tali raggi, e il quarzo è per essi molto trasparente; anche il vetro li lascia passare, ma in grado minore del quarzo. Volendo quindi studiare i raggi ultravioletti converrebbe adoperare prismi e lenti di quarzo.
   I raggi attinici, come gli azzurri e i violetti, hanno una grande efficacia chimica, é però agiscono sulle lastre fotografiche. I raggi rossi invece non sono atti a decomporre i sali d'argento, e per questo il fotografo filtra, per così dire, attraverso i vetri rossi, la luce che serve a rischiarare le sue operazioni. Tuttavia non si può dire che i raggi rossi