Radiometro
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finita, cosicché questo apparecchio potrebbe servire a misurare l'energia raggiante. Ma la propulsione del mulinello non è esercitata direttamente dalla sorgente luminosa, come si credeva, sibbene da forze motrici interne ; si può provare questa cosa sospendendo il palloncino ad un filo, giacché mentre il mulinello ruota in un verso, il palloncino gira nel verso contrario. Siffatte forze interne sono dovute alle molecole di aria residua, che urtando contro le faccie affumicate e più calde, retrocedono con velocità maggiore di quella posseduta dalle molecole che contemporaneamente si spiccano dalla faccia opposta, onde, per reazione, il mulinello assume il moto di rotazione nel verso che si è detto.
319. Calorescenza e fosforescenza. — Riguardo all'assorbimento dell'energia, e alla sua trasformazione in calore, teniamo presente che si riscaldano di più, pari le altre condizioni, quelle sostanze che sono atte ad assorbire i raggi di tutte le rifrangibilità, come è il nero fumo. Per questo bisogna affumicare il bulbo del termometro e la faccia della pila termoelettrica, quando hanno da servire alla misura del calore raggiante.
Può accadere che un corpo assorba in tanta copia il calore oscuro da farsi rovente, e da emettere quindi raggi più rifrangibili di quelli assorbiti; tale fenomeno è detto calorescenza. All' incontro, la luce emessa nella fosforescenza é, in generale, meno rifrangibile della luce eccitatrice. Se si espone una sostanza fosforescente alla luce del sole, o a quella di una lampada elettrica o del magnesio, portando poi il corpo nell' oscurità, lo si vede rilucere come fa il fosforo sfregato contro un corpo umido, ed è facile convincersi che sono specialmente i raggi dotati di azione chimica cioè gli azzurri, i violetti e gli ultravioletti, quelli più atti a destare la