Spettroscopia
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Di queste righe oscure le maggiori sono distinte con le lettere maiuscole dell'alfabeto. L'ultimo spettro della tavola messa in principio del libro, mostra la distribuzione di tali righe. A fissarne facilmente la posizione serve appunto il tubo T S dello spettroscopio; esso porta in S, dinanzi alla lente T, una scala fotografata su vetro che s'illumina con una fiamma: le divisioni di questa scala riflesse dalla faccia di emergenza del prisma, sono ingrandite dal cannocchiale, e viste parallelamente allo spettro.
Caratteristici sono gli spettri de' vapori : questi si ottengono portando ad alta temperatura le sostanze nella fiamma oscura di Bunsen, la quale è alimentata da una corrente di gas illuminante che brucia in una corrente d'aria. Tali spettri consistono in righe brillanti, diverse per la rifrangibilità e per il colore, a seconda della sostanza. Il vapore luminoso del sodio è caratterizzato da una riga gialla che ha lo stesso grado di rifrangibilità della riga D di Fraunhofer (spettro 1 della tav.) : il vapore del litio è caratterizzato da due righe, una nel rosso, l'altra nell'aranciato (spettro 2 della tav.).
Volendo analizzare la luce de' gas, se ne riempie sotto piccola pressione de' tubi di vetro muniti all' estremità di elettrodi, come quello della fig. 337, detti tubi di Geissler o di Plucker. Facendo passare nel tubo la scarica di un rocchetto di Ruhm-korff, il gas diventa luminoso e la sua luce, più intensa nel tratto capillare del tubo, serve a illuminare la fenditura dello spettroscopio. Cosi si constata, per esempio, che l'idrogeno dà uno spettro caratterizzato da tre righe, la prima nel rosso coincidente con la riga C di Fraunhofer, la seconda nel verde coincidente con la F, la terza nell' indaco coincidente con la G (spettro 6 della tavola).