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Elettrostatica
315. Norme pratiche per riconoscere la bontà d'un cannocchiale. — La bontà d'un cannocchiale dfpende non solo dalla precisione con cui sono costruite le lenti che lo compongono, ma anche dal modo più o meno perfetto col quale sono disposte le une rispetto alle altre.
Le due lenti che compongono l'obiettivo acromatico (fig. 308) devono essere ben centrate ; e per riconoscere se ciò ha luogo vi ha un metodo semplicissimo dovuto al Wollaston. Tolto l'oculare del cannocchiale, si ponga in sua vece la fiamma d'una candela; ponendosi dalla parte dell'obiettivo, alla distanza di 40 o 50 cm., si vedrà una serie d'ima-gini della fiamma dentro il tubo ed anche avanti l'obiettivo, prodotte dalla riflessione della luce sulle diverse superficie del vetro. Se esse saranno in linea retta, l'obiettivo sarà centrato ; in caso contrario, conviene muovere le due lenti nella loro incassatura finché questa condizione sia verificata.
Le lenti dell'oculare devono avere anch'esse un medesimo asse, il quale deve coincidere con quello dell' obiettivo : per assicurarsi se ciò ha luogo, si rivolga il cannocchiale ad una stella di prima o di seconda grandezza, e si sposti di poco l'oculare dal punto della visione distinta; allora l'imagine della stella diviene sempre più confusa e s'ingrandisce: se si mantiene di forma circolare, le lenti sono centrale.
Per giudicare complessivamente della bontà d'un cannocchiale, il modo migliore e più spiccio è il seguente dovuto a Fraunhofer.
Su un foglio bianco si disegnino' in nero alcune figure geometriche regolari, come per esempio circoli del diametro di 20 a 50 millimetri, oppure quadrati di 30 a 40 millimetri di lato, e si pongano