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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Chiarezza della visione
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   dinametri. Il dinametro più semplice è quello di Ramsden: esso consta di tre tubi C, B, A, che possono scorrere 1' uno dentro all' altro ; il tubo C é aperto da ambe le parti, ed è unito a un disco che mediante opportune viti può fissarsi all'oculare di un cannocchiale qualunque; il tubo B scorre dentro il tubo C, e alla sua base porta una piccola lastrina divida in decimetri di millimetro; il tubo A, scorrevole entro il secondo, porta un oculare che fa da microscopio semplice, e aiuta a vedere nettamente le divisioni del micrometro. Adattato il dinametro all' oculare del cannocchiale supposto in condizione telescopica, si volge questo verso una superfìcie uniformemente illuminata, o meglio verso la luce diffusa del cielo, e si muove il sistema dei due tubi A e B che portano il microscopio e il micrometro, fino a che il diametro dell'anellotoculare sia minimo. Si contano allora le divisioni del micrometro che esso ricopre, e si ha il diametro r
   Fi
   dell'anello oculare; il quoto ^ è l'ingrandimento Gn.
   313. Chiarezza. — Perdono o guadagnano in chiarezza gli oggetti, quando sono osservati col mezzo di un cannocchiale ? La chiarezza della visione dipende dalla quantità di luce che concorre in ogni punto della imagine che si forma sulla retina ; e tale quantità ha evidentemente un valore diverso, secondo che si guardi un oggetto ad occhio nudo, ovvero attraverso ad un cannocchiale. Noteremo che l'occhio nudo accoglie per ciascun punto dell'oggetto un fascetto conico che ha per base la pupilla; mentre guardando col cannocchiale, senza tener conto della perdita di luce per riflessione alle superfìcie delle lenti, ne riceve un fascio avente per base l'obiettivo. Da questo parrebbe che la chiarezza dovesse aumentare, ma bisogna riflettere,