Cannocchiale
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eannocehiale di Galileo, per esempio, le imagini sono raddrizzate con un oculare formato da un'unica lente divergente. L'imagine reale fornita dall'obiettivo HK (fig. 330) si formerebbe, senza la lente divergente, in AB, un po' al di là del suo primo fuoco ; ma accade che il fascio di raggi luminosi concorrenti in A, per esempio, è trasformato dall'oculare in un fascio di raggi divergenti, che prolungati concorrono in A' ; quivi pertanto l'occhio posto dietro la lente MN vedrà la imagine del punto obiettivo. Ragionando egualmente per tutti gli altri punti di A B, si capisce in qual modo l'occhio vedrà in A'B' la imagine dell'oggetto, la quale sarà virtuale e diritta con esso.
L'ingrandimento di un cannocchiale é dato del rapporto de' due angoli A'CB' e bOa (fig. 329) sotto i quali si vede l'imagine nell'istrumento e l'oggetto ad occhio nudo; ed è facile vedere che con l'istru-mento in condizione telescopica, supponendo cioè che il 2° fuoco dell'obiettivo coincida con il 1° fuoco dell'oculare, il detto ingrandimento (ingrandimento normale) è uguale al rapporto delle distanze focali dell'obiettivo e dell'oculare. Indicando con e J2 le dette distanze focali, si ha difatti :
_A' C B'_ACB __ AB .AB _ f
aOb AOB Ji -A J*
310. Anello oculare. — I raggi luminosi che dopo avere attraversato lo strumento emergono dall'oculare, si possono considerare come emessi dai punti dell'obiettivo. Questo dunque si comporta rispetto all'oculare come un oggetto luminoso ; e poiché si trova da esso a una distanza maggiore della distanza focale /2, l'imagine che ne dà l'oculare è reale.