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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Cannocchiale
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   Nel microscopio la distanza fra le due lenti è ben maggiore della somma delle distanze focali; nel cannocchiale invece, essendo l'oggetto lontanissimo, l'imagine data dall'obiettivo si forma quasi esattamente nel suo secondo piano focale; e poiché in -vicinanza di detta imagine deve trovarsi il fuoco anteriore dell'oculare, ne viene che la distanza delle lenti è molto prossimamente eguale alla somma delle loro distanze focali.
   Il microscopio è un istrumento a lenti-fisse; difatti per vedere distintamente l'imagine si può regolare a piacere la distanza dell'obiettivo dall'oggetto; col cannocchiale invece questo non può farsi, e però, nel fine di vedere distintamente l'imagine, bisogna poter spostare a seconda dei casi l'oculare; il cannocchiale quindi è un sistema a lenti mobili. Inoltre, mentre nel microscopio l'ingrandimento è tanto più forte quanto è più piccola la distanza focale dell'obiettivo, nel cannocchiale succede il contrario; vale a dire bisogna, per aumentare l'ingrandimento, usare obiettivi di lunga distanza focale e di notevole apertura. Con ciò, aumentando la luce che concorre alla formazione delle imagini, queste riescono chiare a sufficienza per essere viste nitidamente.
   La fig. 329 mostra l'andamento de' raggi e la formazione delle imagini nel cannocchiale astronomico: ba è l'oggetto osservato; l'obiettivo HK ne fornisce una imagine reale e rovescia in A B, molto vicino al suo secondo piano focale. L'oculare MN ne dà poi un'imagine virtuale A' B'. Col cannocchiale astronomico si vedono imagini rovescie degli oggetti, il che non è un inconveniente nelle osservazioni astronomiche; ma quando si osservano oggetti terrestri, si richiede che le imagini siano diritte. A tal uopo si adoperano altri oculari : nel