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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Microscopio composto
   587
   n1 millimetri, potremo scrivere che :
   n „ 100 G =
   da cui :
   _ 100 nt n
   Quando si voglia poi misurare un oggetto microscopico, è comodo ricorrere al micrometro oculare, disporre cioè un altro vetrino su cui sia tracciato un millimetro diviso in 100 parti fra l'oculare e l'obiettivo, là dove si forma l'imagine reale dell'oggetto. Ogni costruttore fornisce, a richiesta, oculari muniti di micrometro. Determinato una volta per sempre che 0mm, 01 del micrometro obiettivo sul porta-oggetti abbraccia n divisioni del micrometro oculare, è chiaro che se la imagine dell'oggetto ne occuperà n\ l'oggetto sarà misurato da n': n centesimi di millimetro.
   Per quanto si vada continuamente migliorando il microscopio, la teoria dichiara impossibile discernere distanze minori di un certo limite imposto dalla lunghezza d'onda. Per la luce bianca la minima distanza discernibile fu calcolata da Helmholtz
   1 1 di .,7777;. mm. e di ,77-7 mm. per la luce violetta, che 363b 4654 r
   ha ie onde più corte.
   Immergendo l'ultima lente dell'obiettivo in una goccia d'acqua, o di altro liquido più rifrangente, per esempio olio di cedro, che copra l'oggetto microscopico, questi limiti si impiccioliscono alquanto : la teoria indica che con tale disposizione non è impnssibile discernere alla luce bianca distanze eguali a yj... mm. I limiti teorici si sono
   -fro *Q