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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Persistenza delie imagini
   575
   303. Persistenza delle imagini sulla retina. —
   Finiremo questo breve trattato della visione, con un richiamo al fenomeno, cui abbiamo accennato, della persistenza delle immagini sulla retina: l'azione della luce può essere brevissima, ma l'impressione che essa produce sulla retina dura per una frazione di secondo. Questo fatto capitale risulta da osservazioni di ogni giorno : il tizzoncello acceso che descrive un circolo di fuoco nell'oscurità, ne è un esempio. Se si dipinge con colori differenti una serie di settori su di un disco al quale si imprime poi un movimento molto rapido, ciascuno di essi produce la stessa sensazione che farebbe nascere un circolo uniformemente dipinto collo stesso colore; il loro insieme dà quindi la sovrapposizione di ciascuna sensazione, vale a dire la mescolanza dei diversi colori, come si è visto nella esperienza di Newton (§ 284).
   La durata della sensazione è dunque maggiore di quella delle impressioni, e queste, benché successive, si combinano come se fossero simultanee.
   Questo fatto trova numerosissime applicazioni: su esso è fondato quel curioso apparecchio detto fe-nakisliseopio, che ultimamente venne perfezionato dai fratelli Lumière con l'invenzione del cinematografo. Questo, come è noto, riproduce su uno schermo con sorprendente fedeltà movimenti e scene animate: in grazia della immensa rapidità dell'odierna fotografia ne furono fotografate le diverse fasi, nella ragione di quindici o venti al secondo, su di un nastro di celluloide sensibilizzato, fatto scorrere rapidamente dinanzi all'obbiettivo della macchina fotografica, il quale si scopre e si chiude altrettante volte. Sviluppate poi e fissate le impressioni fotografiche (su uno stesso nastro di celluloide ne possono essere di seguito parecchie migliaia), si fanno ripas-