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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Giudizio delle distanze. Stereoscopio 573
   che le due imagini si formino sulle fovee M e M'. Quel punto lo vediamo scempio, mentre vediamo doppi tutti gli altri come P e R più vicini o più lontani. Ce ne possiamo convincere facilmente, fissando un dito tenuto davanti agli occhi, e guardando contemporaneamente un oggetto più lontano. Come i centri delle due fovee, si corrispondono a due a due i punti delle due retine, e le imagini che si formano su due punti corrispondenti si fondono in un'unica percezione.
   301. Stereoscopio. — Ma coi due occhi gli oggetti sono contemporaneamente visti sotto aspetti diversi, come è facile convincersi guardando un libro sottile tenuto ritto di costa davanti a noi: se coll'occhio destro si vede il frontispizio, coll)occhio sinistro si vede l'ultima pagina. L'imagine retinea di destra non è quindi uguale a quella di sinistra; ed è appunto la fusione di queste imagini differenti che desta la percezione del rilievo, che ci fa veder solido. Siffatta percezione si produce artificialmente, presentando a ciascun occhio il disegno
   prospettico che gli conviene. Allora, facendo convergere gli assi oculari in modo da sovrapporre le due imagini, si ha il senso del rilievo.
   Per aiutare i due occhi a sovrapporre le due imagini, si adopera l'istrumento detto stereoscopio (figura 319), nel quale i raggi che provengono dalle due vedute sono deviati e condotti a sovrapporsi da due mezze lenti convergenti poste davanti agli occhi.
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   Fig. 319.