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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Occhiali
   567
   fornisca una imagine virtuale A' nel suo punto prossimo (fig. 311).
   Per correggere un occhio miope si richiederà invece una lente divergente: i raggi emessi da un punto A (fig. 312) acquisteranno un andamento come se provenissero da un punto A' più vicino, e compreso ne' limiti di accomodamento. La distanza focale di questa lente deve essere eguale alla distanza del punto remoto: allora un fascio incidente parallelo uscirà dalla lente ed entrerà nel-
   l'occhio come se provenisse da questo punto, e l'occhio miope cosi armato si troverà nelle stesse condizioni dell'occhio normale.
   297. Angolo visuale o grandezza apparente. — Nel cristallino dell'occhio, sull'asse cardinale, esiste un punto detto eentro o punto d'incrocia-mento dei raggi, il quale gode della proprietà che i raggi incidenti'diretti verso di esso proseguono nella stessa direzione.
   Questo punto nell'occhio normale dista di 15ram circa dalla retina, e di 7mm dalla cornea. Ciò posto, la costruzione del punto coniugato di un punto qualunque L si riduce a congiungere L col centro C dell'occhio (fig. 313), e prolungare questa retta fino ad incontrare la retina in M: l'imagine e l'oggetto sono dunque omotetici rispetto a C.
   Quando si fissa un punto, la retta L C prolungata interseca la retina nella fovea centralis ; si gira l'occhio finché questo avvenga. La retta che con-