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Fisica

Oreste Murani
Ulrico Hoepli, 1921, pagine 994

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Ottica
   una lente convergente atta a rendere convergente i raggi partiti da quel punto. Senza accomodamento esso non può vedere oggetti reali, ma soltanto immagini che, se l'occhio non intercettasse la luce, andrebbero a formarsi al di là dell'occhio stesso. Il secondo fuoco di un occhio ipermetropico, nella condizione di riposo, si trova dietro la retina.
   Il punto prossimo dell'occhio emmetropico è alla distanza di 25 cm. circa ; nell'occhio brachimetro-pico è ordinariamente più vicino ; nell' ipermetropico più lontano.
   In un medesimo individuo poi coll'età diminuisce l'ampiezza d'accomodamento : il cingolo dei processi ciliari si allenta, il cristallino si irrigidisce diventando sempre meno atto alla visione di oggetti vicini; il punto prossimo si allontana. Si dice allora che l'occhio diventa presbite.
   In alcuni occhi le varie superfìcie rifrangenti, e particolarmente quella della cornea, si discostano in modo sensibile dalla forma sferica; occhi siffatti presentano il difetto Ae\Y astigmatismo, per cui non si riesce a vedere con pari nettezza un sistema di rette che s'incrociano in un punto. Tale difetto non può correggersi con lenti sferiche, bensì con lenti che abbiano ne' diversi meridiani differenze di curvatura eguali e di segno contrario a quelle dell'occhio.
   296. Occhiali. — Si è detto che nell'occhio presbite, per diminuita facoltà di accomodamento, il punto prossimo si trova ad una distanza maggiore di 25 cm. che è quella della vista normale, e alla quale torna comodo tenere gli oggetti per vederli distintamente.
   Per correggere un tale occhio deve dunque adoperarsi una lente convergente, la quale di un oggetto A posto alla distanza di circa 25 cm., glie ne